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Surrena - Terracotta Falisca - Lavorazione artigianale della terracotta

Lavorazione artigianale della terracotta

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Le prime manifestazioni dell’arte ceramica di Falerii Veteres, l’odierna Civita Castellana, risalgono al X sec. a.c.

La produzione cosidetta “falisca” anche se inferiore alla “greca” per la qualità delle materie prime, le somigliava per le decorazioni e per il procedimento tecnico di realizzazione.
I soggetti delle decorazioni erano tratti da miti greci, ma con variazioni locali.
Preferite erano le scene dionisiache.

Una più copiosa attività ceramica la troviamo verso il XII secolo. Le tecniche si affinano e l’impasto molto depurato permette una tornitura più accurata, ed una buona cottura fa sì che la produzione sia di buon livello. Con l’inizio della copertura a vetrina compaiono le prime forme di decorazione, prima ad incisione; poi dipinte in verde ramina e bruno manganese, sotto vetrina.

Nel XIII sec. la ceramica è ormai a copertura a smalto stannifero.

Nel XIV sec. tale tecnica viene perfezionata ulteriormente con risultati di ottima qualità di lavorazione della ceramica. In questo periodo le decorazioni e le forme si ispirano alla produzione ceramica dell’Italia centrale della cosidetta “famiglia verde”.

Nel XV e nel XVI sec. la produzione ceramica aumenta e si ispira ai decori dei centri di produzione più noti, Faenza e Deruta.

Nel XVIII sec. con il progresso continuo dell’arte ceramica in Italia, alle antiche botteghe civitoniche altre manifatture di maioliche e di terraglie bianche si sostituirono con più o meno successo, facendo tesoro delle materie prime locali.

Verso la fine del XVIII sec. per opera di “Giovanni Trevisan” detto Volpato, ceramista ed incisore, attraverso un concessione avuta dalla Camera Apostolica di poter scavare argille plastiche su un’estensione di km 18 dal monte Soratte, l’arte della ceramica di Civita Castellana si perfezionò a tal punto che Napoleone I, per alcuni splenditi oggetti di maioliche a “biscuit” esposti a Roma al Campidoglio, premiò il Volpato con medaglia d’argento.

Con le materie prime locali egli riuscì a fare lavori di pregio non comuni, evitando la concorrenza in Roma dei prodotti stranieri.

Agli inizi del secolo una profonda innovazione trasformò la produzione ceramica civitonica, fino ad allora prettamente artistica.
Tra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ’70 si è assistito ad un continuo sorgere di nuovi stabilimenti, alcuni di dimensioni artigianali altri capaci di assorbire manodopera per centinaia di addetti. La produzione odierna, che ha raggiunto livelli tecnici e di industrializzazione d’avanguardia è rivolta al settore del “sanitario”, delle “stoviglie” e nel nostro caso “piastrelle”.

Attualmente Civita Castellana costituisce, ormai da molti anni, la principale realtà industriale del viterbese, inserendosi come “isola industriale” in un contesto prettamente agricolo. E’ nota anche per essere il centro industriale specializzato nelle ceramiche più importante d’Italia e tra i più apprezzati nel mondo.